Il Cinema come esercizio di cittadinanza

Al Citrigno 40 Secondi di Verità con Francesco Di Leva

Una sala gremita, il respiro sospeso e qualche lacrima che rigava il volto degli studenti. Il Cinema Citrigno ha ospitato oggi una tappa fondamentale del progetto “Scuola Cinema”, con la proiezione di “40 Secondi”, il film di Vincenzo Alfieri ispirato alla tragica vicenda di Willy Monteiro Duarte. Un evento che ha visto la partecipazione attiva di numerose scuole superiori, tra cui una nutrita e vivace rappresentanza del Liceo Telesio, i cui studenti, già impegnati attivamente nella produzione di lavori a tema per la Giornata del Rispetto, si sono distinti per la profondità del dialogo con l’ospite d’onore: l’attore Francesco Di Leva.

La proiezione non è stata solo la visione di un film, ma un vero e proprio “attraversamento” di una tragedia collettiva. La regia di Alfieri ha saputo trasformare quei terribili 40 secondi in una lente d’ingrandimento sulla vulnerabilità umana e sulla cultura della sopraffazione.

A testimoniare il valore educativo dell’opera è la professoressa Teresa Bianco, che ha accompagnato la sua classe alla visione:

“Questo film non si limita a raccontare una tragedia: la interroga e la restituisce alla nostra coscienza. È un esercizio di cittadinanza che invita i ragazzi a riconoscere i segnali della violenza prima che diventino irreversibili. La forza dell’opera sta nel farci capire che la responsabilità non riguarda solo chi agisce, ma anche chi guarda; ci insegna che la cultura non è un ornamento, ma l’unico vero argine contro la brutalità.”

Secondo la docente, il film ha avuto il merito di evitare il sensazionalismo per puntare alla “scelta morale”: ogni inquadratura ha costretto gli studenti a non distogliere lo sguardo, portandoli a comprendere che la violenza è un processo fatto di linguaggi, omissioni e silenzi che diventano complicità.

Sul palco, Francesco Di Leva ha risposto con autenticità ai quesiti degli studenti, portando l’esperienza di chi la “strada” l’ha vissuta e vinta. Ai ragazzi del Telesio, che lo hanno interrogato su come invertire un sistema fondato su pregiudizi e abusi, Di Leva ha tracciato una rotta chiara:

“Coltivate sempre un sogno, ragazzi. È l’unica bussola che avete. Se poi avrete la fortuna di incontrare le persone giuste, come è capitato a me con i miei maestri, credere in voi stessi sarà più facile. La cultura è l’unica cosa che può fare la differenza.”

L’attore ha raccontato la sfida del NEST (Napoli Est Teatro), uno spazio di riscatto creato nella periferia napoletana, e ha sorpreso la platea invitando ufficialmente due studentesse del nostro liceo, interessate alla recitazione, a recarsi a Napoli per conoscere da vicino questa realtà produttiva e creativa e partecipare gratuitamente ad un corso teatrale.

Giuliana Lanzillotta per il progetto scuola a cinema e Giovanni Guagliardi per Agis Scuola hanno consegnato all’interprete il premio “Federico II” della XII edizione della Primavera del Cinema italiano di scena col suo ricco programma in questi giorni. Di Leva è parso emozionato, soprattutto perché ad accompagnarlo c’era il figlio Mario, anche lui attore, che ha recitato in napoletano i primi tre articoli della Costituzione Italiana. Un monito potente per ricordare ai giovani che conoscere i propri diritti e agire con intelligenza sono i primi passi per non piegarsi alla prepotenza.

La mattinata si è chiusa con la consapevolezza che, come sottolineato dalla testimonianza della prof.ssa Bianco, il cinema ha assunto oggi una responsabilità etica e civile altissima, trasformando una sala cinematografica in un luogo di resistenza culturale.

B. Marchio Ufficio Stampa