Gli Studenti del Telesio all’Assemblea dei Medici

Etica, memoria e futuro: il 'Telesio' rinnova il legame con la medicina nel segno di Ippocrate

In una cornice di profonda solennità e commozione, la sala convegni dell’Ordine dei Medici di Cosenza ha ospitato la tradizionale Assemblea annuale. Un evento che ha travalicato il protocollo burocratico per trasformarsi in un ideale ponte generazionale, vedendo protagonisti anche gli studenti del Liceo Classico “B. Telesio”. Durante la cerimonia Pietro Vencia e Sara Vitaro hanno dato voce ai passi del Giuramento d’Ippocrate. La lettura, alternata tra il rigore del greco antico e l’incisività della lingua italiana, ha sottolineato l’atemporalità dei valori etici che guidano la professione medica. Pietro Vencia, in particolare, ha saputo interpretare non solo il testo classico, ma anche le speranze e le preoccupazioni della sua generazione, evidenziando con chiarezza le sfide legate alle nuove modalità di accesso alla facoltà di Medicina e auspicando percorsi formativi sempre più innovativi e orientati all’eccellenza.

L’assemblea, presieduta dalla Dott.ssa Agata Mollica, ha vissuto il suo culmine nel dialogo visivo ed emotivo tra i veterani della medicina e le giovani leve.

Particolarmente toccante è stato l’intervento del decano dell’Ordine, il Dott. Giacinto Calandra, le cui riflessioni sull’umanità e sulla vicinanza al malato hanno visibilmente commosso i giovani “giurandi” presenti, sigillando quel flusso di esperienze che lega chi ha celebrato 50 anni di carriera a chi è pronto a intraprendere il proprio cammino nella sanità.

Alla presenza del Presidente Emerito Eugenio Corcioni, l’evento ha ribadito l’importanza della memoria storica della professione, omaggiata anche dalle medaglie d’oro realizzate dal maestro orafo Gerardo Sacco.

Per il Liceo Telesio, la partecipazione a questa giornata non rappresenta solo una prestigiosa collaborazione istituzionale, ma la conferma di come il sapere classico resti la bussola fondamentale per orientare le professioni del futuro e la coscienza civile dei nostri studenti.

B. Marchio Ufficio Stampa