Cosa si cela dietro i confini contesi del Medio Oriente? È possibile trasformare le risorse, oggi causa di conflitto, in ponti di cooperazione? Sono queste le grandi domande che hanno animato il seminario di Educazione Civica tenutosi oggi presso la nostra biblioteca, un’iniziativa fortemente voluta dai docenti Eliodoro Loffreda e Rosanna Tedesco.
Protagonisti dell’incontro sono stati gli studenti delle classi 3^, 4^ e 5^ E, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il Prof. Antonino Campennì docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio.
Non si è trattato di una semplice lezione di storia, ma di un viaggio profondo nella “fisionomia” del Medio Oriente. Il Prof. Campennì ha guidato i ragazzi attraverso due secoli di mutamenti, analizzando come il controllo della terra, delle risorse idriche e dei confini abbia disegnato gli attuali scenari di guerra.
L’attenzione si è focalizzata in particolare sulla questione Palestina-Israele, analizzando la Cisgiordania e la Striscia di Gaza non solo come teatri bellici, ma come spazi sociologicamente frammentati dove la quotidianità è segnata dalla limitazione della libertà di movimento e dalla disputa sulla sovranità.
Il cuore del dibattito si è spostato poi sulla Sociologia dell’Ambiente. Il messaggio emerso è chiaro: non può esserci una tregua duratura senza una gestione equa e sostenibile del territorio. La pace passa per la condivisione dell’acqua e dell’energia e per la gestione delle risorse come motore di sviluppo comune.
Ancora una volta, il nostro Istituto si conferma uno spazio aperto al mondo, capace di trasformare l’attualità in materia di studio e riflessione critica. Attraverso il dialogo e l’approfondimento scientifico, la scuola si fa portavoce dei valori di solidarietà e fratellanza universale, educando i cittadini di domani a guardare oltre i muri della guerra.
B.Marchio Ufficio Stampa


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