Il viaggio d’istruzione del Liceo Telesio in Grecia non è stato solo un itinerario geografico, ma un vero e proprio “ritorno a casa” dell’anima. Lo testimoniano le parole degli studenti delle classi 3C, 3D e 3ACam.
Per molti, il momento del “contatto” è avvenuto davanti alla maestosità dell’Acropoli. “Quando sei lì sopra, l’aria sembra diversa” scrive uno studente, sottolineando come il marmo del Partenone abbia la capacità di dare ordine al caos della città moderna. C’è chi ha finalmente compreso cosa significhi definire un tempio “l’anima della città”, e chi, tra un’osservazione sulle correzioni ottiche e un panorama mozzafiato, ha suggellato il momento indossando le classiche coroncine greche con le amiche.
L’energia di Delfi ha lasciato il segno: “Si sente il peso della storia e del mito: non è difficile immaginare la Pizia che pronuncia i suoi enigmi”. L’emozione di vedere dal vivo i gemelli Kleobis e Bitone o la dinamicità bronzea del Dio di Capo Artemisio ha trasformato le lezioni in aula in esperienza viva. Il punto più alto per alcuni? La Porta dei Leoni a Micene: “Sentire sotto le dita la pietra ciclopica che ha visto passare Agamennone ci ha regalato un brivido che nessuna ricostruzione può trasmettere”.
Ad Epidauro, la magia si è fatta suono. Grazie all’esperimento della Prof.ssa Volpe, il tintinnio di una monetina lanciata dall’orchestra è arrivato nitido fino all’ultima fila, dove le studentesse si sono sentite immerse in una realtà ancora viva, non più confinata ai soli libri. Dalla perfezione teatrale al misticismo delle Meteore: il silenzio degli affreschi e la verticalità dei monasteri hanno offerto un momento di riflessione profonda, unendo natura e fede in un paesaggio “quasi irreale”.
Non sono mancati i momenti di pura bellezza paesaggistica, come a Capo Sounio, dove il bianco del Tempio di Poseidone sfida il blu scuro dell’Egeo, regalando la sensazione di trovarsi “alla fine del mondo”. E infine la vita quotidiana: le passeggiate tra i vicoli della Plaka, con i sanpietrini scivolosi e lo sguardo che, tra un negozio di souvenir e l’altro, finiva sempre lì, verso l’alto, dove il Partenone domina immobile.
“Si sente proprio il peso della storia e del mito: non è difficile immaginare la Pizia che pronuncia i suoi enigmi proprio qui” ha scritto un’altra studentessa a proposito del tempio di Apollo.
Un ringraziamento corale i ragazzi hanno voluto dedicare un pensiero speciale alla guida, Maria, che con allegria e competenza ha saputo rendere ogni dettaglio comprensibile e affascinante, e ai docenti accompagnatori , guide pazienti in questa avventura che resterà per sempre nel cuore.
“È stato il momento in cui ho realizzato di essere nella patria di tutti gli eroi di cui leggiamo… nel luogo di origine della nostra cultura.”
C’è anche chi ha voluto scrivere un componimento per suggellare questo viaggio:
Cara Grecia,
stupore degli occhi,
pace del corpo,
respiro dell’anima,
respiro antico sospeso nel tempo,
che racconta la grandezza di un mondo che ancora ci guarda,
mondo antico che si erge su quello moderno,
lo ha generato,
lo governa,
lo protegge,
mondo antico che ti osserva,
ti ricorda di non dimenticare,
di non smettere mai di imparare,
di amare,
hai lasciato il segno.
«Φιλοκαλοῦμέν τε γὰρ μετ᾽ εὐτελείας καὶ φιλοσοφοῦμεν ἄνευ μαλακίας»
“Infatti amiamo il bello con semplicità e amiamo la cultura senza mollezza” (Pericle)
Francesca Maryam Caiello III D
B. Marchio Ufficio Stampa


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