Alla scoperta del tesoro nascosto

I nostri studenti a lezione sul mausoleo di Isabella d’Aragona

Una principessa coraggiosa, un monumento funebre unico nel suo genere e la passione di un giovane studioso hanno caratterizzato l’iniziativa che ha coinvolto le classi 3Abio, 4Abio, 3E e 4C del nostro Liceo. Sotto la guida di Simone Daniele Catizone, ex studente del liceo, oggi dottore in Studi storico-artistici alla Sapienza di Roma e recentemente premiato con il riconoscimento “Tesi per Cosenza”, i ragazzi hanno potuto approfondire la storia del mausoleo di Isabella d’Aragona, custodito nella Cattedrale cittadina.

L’evento, organizzato dai docenti Antonella Ventura, Patrizia Casciaro ed Eliodoro Loffreda, si è articolato in due momenti chiave: nella Cattedrale di Cosenza gli studenti si sono ritrovati davanti alla tomba della principessa, considerata un unicum artistico nel Meridione d’Italia. L’opera fu realizzata da uno scultore francese al seguito di Carlo I d’Angiò, di ritorno dalla crociata di Tunisi. Nella Biblioteca “Stefano Rodotà” la lezione è proseguita con l’illustrazione, da parte di  Catizone, dei modelli di riferimento del monumento, il suo significato dinastico e l’influenza esercitata sull’estetica regionale nei secoli successivi.

La tomba, finanziata da Carlo I d’Angiò, non era solo un tributo alla memoria, ma un potente strumento di rappresentanza politica volto a ribadire l’autorità della dinastia angioina succeduta agli Svevi. Il mausoleo affonda le sue radici culturali nelle imponenti cattedrali della Francia nord-orientale (come Sens a Parigi) e trova richiami nelle testimonianze bassomedievali calabresi, da San Giovanni in Fiore ad Altomonte.

L’iniziativa ha riscosso grande entusiasmo tra i nostri giovani, felici di scoprire una pagina fondamentale, seppur spesso poco nota, della storia locale. Per Simone Daniele Catizone, la soddisfazione più grande è stata proprio quella di riuscire ad appassionare i ragazzi su una vicenda “bella quanto triste” della Calabria.

Solo conoscendo meglio il patrimonio artistico calabrese e studiandolo nella sua specificità e nel suo sviluppo attraverso i secoli — ha dichiarato Catizone — se ne potrà promuovere la tutela e la valorizzazione.

B. Marchio Ufficio Stampa