Non è stata una semplice mattinata al cinema. Oggi, gli studenti hanno avuto il privilegio di immergersi nelle atmosfere de “L’Oratore”, l’opera di Marco Pollini che porterà la bellezza di Cosenza fino al prestigioso palcoscenico di Cannes.
Sullo schermo, la città è apparsa in una veste magica e potente. La fotografia del film ha restituito uno splendore inedito ai vicoli del centro storico, trasformando la Biblioteca Rodotà in un tempio della conoscenza che brilla di luce propria. Ma oltre l’estetica, c’è il messaggio: la cultura e l’arte non sono semplici passatempi, ma vere e proprie vie d’uscita, bussole per orientarsi nel caos del presente. Il cuore pulsante della mattinata è stato il dibattito post-proiezione. Il regista Marco Pollini e il protagonista Manuel Nucera non hanno parlato agli studenti, ma con gli studenti.
“Non rinunciate alla prima sconfitta. Ritrovate voi stessi e non perdete di vista i vostri sogni.”
È questo il mantra che è risuonato in sala. Manuel Nucera, con l’autenticità che lo contraddistingue, ha spronato i ragazzi a mettersi in gioco, a non aver paura di cadere. In un mondo che spesso spinge all’omologazione o alla resa, inseguire un sogno (che sia la musica, come per il protagonista Felice, o qualunque altra ambizione) è un atto di coraggio necessario. Lo stesso Nucera ha vissuto la frustrazione di casting trasformatisi in rifiuto, ma la sua tenacia lo ha portato di colpo dai cantieri al red carpet.
Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Pollini, insegna che “tramandare la verità” è una forma di resistenza. Attraverso il racconto, attraverso la parola che si fa “orazione”, si protegge la propria identità e quella della propria terra. La cultura diventa così l’arma più affilata per difendersi dall’indifferenza e dalla criminalità, offrendo ai giovani una prospettiva di riscatto concreta.
Nulla è precluso se si ha il coraggio di investire nel proprio talento. Gli studenti sono usciti dalla sala non solo con una storia nel cuore, ma con la consapevolezza che la bellezza della loro città e la forza delle loro idee possono davvero fare il giro del mondo.
B. Marchio Ufficio Stampa


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