Il futuro è un cammino controcorrente: Monsignor Checchinato incontra i maturandi del Liceo Telesio

Un dialogo aperto alla vigilia degli esami di Stato. Al centro del confronto, i temi della libertà, della scelta e del coraggio di abitare il "frattempo"

Il conto alla rovescia per l’esame di Stato è ormai agli sgoccioli, ma per gli studenti delle quinte classi del Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza, la giornata del 3 giugno si preannuncia come una sosta riflessiva di altissimo valore formativo ed esistenziale. La scuola si prepara infatti a ospitare S.E. Monsignor Giovanni Checchinato, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano. Non si tratterà di una lezione accademica o calata dall’alto, bensì di un dialogo aperto. Un confronto che tocca i nodi cruciali della vita che attende i futuri diplomati: la formazione, la libertà dello spirito e la responsabilità delle scelte.

Monsignor Checchinato offrirà ai ragazzi una chiave di lettura preziosa per interpretare la transizione che stanno vivendo. Nel delicato passaggio tra i banchi di scuola e l’università o il mondo del lavoro, l’invito è quello di non lasciarsi schiacciare dalla fretta, dalle illusioni o, peggio, dalla tentazione dell’afflosciamento e dell’avverbio “ormai”, inteso come parola di resa.

L’Arcivescovo spingerà i giovani a riscoprire il valore del “frattempo”: un tempo non vuoto, ma ricco di senso, in cui rompere le narrazioni fataliste di una terra spesso descritta come immobile, per scommettere invece sul proprio potenziale inespresso. Un esercizio di autentica cittadinanza e di pensiero critico, perfettamente in linea con la tradizione culturale del Liceo Telesio.

L’incontro sarà scandito da uno scambio di doni profondamente evocativi, che richiamano la responsabilità di essere protagonisti del proprio tempo: il testo scritto da Monsignor Checchinato, intitolato “Sentinella, quanto resta della notte? Pre-testo per un discernimento comunitario”, pubblicato proprio in occasione della recente Pentecoste 2026. Un volume stampato su carta riciclata al 100% che si presenta non come un elenco di risposte preconfezionate, ma come una traccia aperta, una “domanda rivolta a ciascuno” per imparare a leggere la realtà e i suoi bisogni. Una penna speciale, bianca e rossa (i colori che richiamano anche la gioia dello Spirito e la passione della testimonianza) che reca incisa una dicitura inequivocabile: “duc in altum” (prendi il largo).

“Prendere il largo e andare controcorrente” – sembra essere questo il messaggio forte dell’evento. Rifiutare la logica del “si è sempre fatto così” per abbracciare la fatica e la bellezza di inventare strade nuove, libere e responsabili.

Per i maturandi del Telesio, l’incontro del 3 giugno rappresenterà il miglior augurio possibile: l’invito a farsi “sentinelle” del proprio domani, armati di un libro da cui trarre pensiero critico e di una penna con cui iniziare, da subito, a scrivere la propria storia.

B. Marchio Ufficio Stampa

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