Il nostro Liceo ha avuto l’onore di ospitare lo scrittore Francesco Ferrise, autore del volume “Io e la distrofia: Il mio percorso dal rifiuto all’accettazione”. Un appuntamento, fortemente voluto dalle referenti del progetto, le profonesse Telesfora Mosciaro e Rossana Cosco, che ha segnato profondamente la sensibilità degli studenti delle classi seconde (IIA, IIB, IIC, IID, IIA Biomedico e IIA Cambridge).
Non è stato un monologo, ma un confronto serrato. I ragazzi hanno assediato Ferrise con domande dirette, curiose, tipiche della loro età ma cariche di una maturità sorprendente. Francesco, con il coraggio che lo contraddistingue, ha spiegato come la malattia degenerativa lo abbia portato a una consapevolezza nuova: “Spesso diamo per scontato ciò che non lo è”.
Alla domanda cruciale su dove attinga la forza nei momenti di massima fragilità, la risposta è stata un inno alla concretezza: gli affetti. La famiglia e gli amici sono stati indicati come le uniche ancore reali in un mare spesso in tempesta, ricordando a tutti che la felicità risiede nelle relazioni autentiche.
L’incontro è stato arricchito dai contributi degli ospiti presenti. Il Dott. Francesco Zerardi ha fornito un quadro clinico chiaro, spiegando con precisione scientifica come la distrofia agisca sui muscoli, permettendo ai ragazzi di comprendere la sfida fisica quotidiana dell’autore.
Il giornalista Franco Laratta, direttore di LaC News24, ha sottolineato l’importanza del racconto e della testimonianza pubblica: “Storie come quella di Francesco hanno il potere di bucare lo schermo della superficialità e riportarci al centro della nostra umanità”, ha osservato Laratta, evidenziando il ruolo del giornalismo nel dare voce alla resilienza.
Uno dei momenti più toccanti è stato il riferimento al brano “Cose Preziose” di Kaos One, che Ferrise ha indicato come fonte di immenso sollievo nei periodi più bui.
Il testo, una pietra miliare dell’hip-hop italiano, recita:
“Quante sono le cose preziose che non tornano più / Ma se provi a guardare nel buio ne vedi di più.”
È proprio questo il messaggio che Francesco ha lasciato al Telesio: la capacità di trovare luce anche quando tutto sembra oscuro, di dare valore a quei dettagli dell’esistenza che spesso fuggono allo sguardo distratto.
L’emozione dell’incontro ha trovato voce anche nell’arte: gli studenti hanno omaggiato l’autore con disegni e lavori creativi di profonda intensità simbolica. C’è chi ha immaginato un uomo intrappolato tra le radici nodose di un albero e chi un uccellino prigioniero in una gabbia, immagini potenti che raccontano la sensazione di un corpo che si fa recinto. Ma proprio come le radici nutrono e il canto dell’uccello vola oltre le sbarre, Francesco ha confermato che si può andare ‘oltre’. Accanto alla musica, è stata la scrittura la sua vera chiave di volta: un mezzo per evadere dalla prigionia fisica e trasformare il limite in libertà comunicativa.
“Una mattinata che ha centrato l’obiettivo educativo più alto: affinare l’anima dei nostri studenti, educandoli all’empatia e al rispetto per la vita in ogni sua forma” ha affermato il Dirigente Scolastico, Ing. Domenico De Luca.
Il Liceo Telesio ringrazia Francesco Ferrise per aver condiviso il suo “viaggio oltre i limiti”, lasciandoci in dono la consapevolezza che, nonostante tutto, le cose preziose sono sempre accanto a noi.
B. Marchio Ufficio Stampa


0