Nella raffinata cornice della Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, gremita di un pubblico partecipe e attento, si è svolta la presentazione del volume “C’era una volta il duale… La lingua perduta dell’amore”. L’opera, edita da Falco Editore, è il frutto di un suggestivo percorso didattico realizzato dagli alunni delle classi I, II e da 3 alunni della III D (Francesca Caiello, Emanuele Marano e Giovanna Tancredi) del nostro liceo sotto la sapiente guida della professoressa di latino e greco Daniela Filice.
Al centro di tutto vi è il recupero del duale: una categoria grammaticale del greco antico che, lungi dall’essere un mero tecnicismo, si rivela oggi più che mai una preziosa chiave interpretativa dell’umano. Se la comunicazione contemporanea oscilla pericolosamente tra l’individualismo atomizzato e il rumore indistinto dei social , gli antichi Greci ci consegnano un’eredità opposta.
“Il duale rappresenta un’unità intermedia, unica: il noi due. È la dimostrazione che si possa vivere uniti senza avere il timore di perdere la propria identità, né con la paura di avvertire l’altro come una minaccia, ma accogliendolo invece come una presenza capace di migliorarci, di aiutarci a crescere e di consentirci di guardare le cose nella loro giusta complessità” così la professoressa Filice la quale ha ricordato come recuperare la “lingua perduta” significhi riscoprire il valore del legame, del riconoscimento reciproco e del dialogo come unici antidoti al conflitto e all’isolamento.
Ad aprire la serie di interventi è stato il Dirigente Scolastico, Domenico De Luca, che si è complimentato per i contenuti significativi dell’opera, soffermandosi sulla perdurante validità dei classici e sul concetto di apprendimento significativo. Il Liceo Classico, ha sottolineato il Dirigente, offre l’opportunità non solo di conoscere a fondo la tradizione, ma di attualizzarla in modo vivo e consapevole.
Particolarmente sentito è stato l’intervento dell’editore Falco, presente nella duplice veste di editore e genitore: “la straordinarietà della prof.ssa Filice risiede nella capacità di dimostrare come i ragazzi, se adeguatamente stimolati, sappiano rispondere con entusiasmo e profondità. Quando si instaura un rapporto empatico, i risultati diventano sorprendenti”; l’editore ha poi concluso evidenziando come “il “duale” diventi sinonimo di una sintonia autentica tra docente e studenti, ribadendo l’originalità e la profondità della mente umana, che non potrà mai essere sostituita dall’intelligenza artificiale”.
Il dibattito è entrato nel vivo grazie ai contributi di illustri docenti: la Prof.ssa Franca Occhiuto (già docente del Liceo Telesio): ha indicato nella curiositas il punto di partenza del sapere e nel duale la regola grammaticale che, in un momento complesso per la scuola, si eleva a categoria dell’anima e dello spirito. La Prof.ssa Ada Capilupo (Liceo Classico V. Julia – Acri) ha espresso grande emozione per riflessioni che superano la stessa età anagrafica dei ragazzi. Citando Galimberti (“non si apre la mente se prima non si aprono i cuori”), ha osservato che il duale è alla base di un pensiero pluralistico e democratico: senza il riconoscimento dell’altro non può esserci dialogo, e la sua assenza conduce inevitabilmente al conflitto. Il Prof. Nimpo (Liceo Telesio) con un intervento ricco di ironia e ricordi personali, ha definito la collega Filice un “duale” nella sua esperienza umana e professionale. Ha inoltre elogiato la maturità e la sensibilità non comuni degli studenti, capaci di cogliere nei miti greci verità profonde e legami inaspettati sull’esistenza.
Dietro il successo della giornata vi è stata anche una forte sinergia interna al corpo docente. La professoressa Filice ha tenuto a ringraziare la prof.ssa Mitidieri per il sostegno costante da amica e studiosa, la prof.ssa Antonella Maio per la cura scenografica dell’evento e il coordinamento del servizio d’ordine con gli studenti del quarto e del quinto anno. Ragazzi che la stessa Filice considera, in quanto suoi ex studenti, comprimari e protagonisti del libro, a testimonianza di un legame continuo che si riflette nella dedica del volume, espressamente rivolta “agli alunni di ieri, di oggi e di domani”.
La vera magia del progetto è consistita nella capacità dei ragazzi di trasformare le regole della grammatica in sentimento vissuto. Durante la presentazione, tre studentesse, in rappresentanza delle rispettive classi, hanno offerto riflessioni di straordinaria maturità:
Francesca Caiello (III D) autrice della bella introduzione del volume, ha guidato il pubblico oltre la dimensione prettamente tecnica del testo, ricordando come i Greci avessero la capacità unica di rendere “eterno il temporaneo”. Il duale, ha spiegato la studentessa, in un’epoca distratta, diventa un invito potente a cercare ciò che davvero ci completa.
Maria Irene Carere (I D) ha raccontato come il concetto di duale fosse inizialmente del tutto inedito per il gruppo e come la curiositas abbia spinto tutti loro a superare lo scoglio delle difficoltà iniziali e a comprendere ancor più come il greco antico non sia una materia silente da memorizzare, ma una realtà viva da abitare.
Sophia Granieri (II D) ha posto l’accento sulla straordinaria esperienza del lavoro di squadra che ha mostrato plasticamente come il linguaggio non sia mai il frutto di una voce solitaria, ma si arricchisca proprio nel passaggio tra sensibilità diverse. Ha inoltre ricordato una verità fondamentale: perdere un elemento linguistico significa spesso smarrire la sensibilità antropologica ad esso collegata.
A moderare i lavori Antonio Curcio, funzionario bibliotecario dell’Università degli studi della Calabria e componente dell’AIB associazione italiana biblioteche sezione Calabria, che ha patrocinato il libro, il cui percorso narrativo, illustrato in copertina da un disegno di Mariastella Garritano (II D) e riassunto in un emozionante trailer video sulle note di Alex Warren, attraversa i grandi miti della dualità: dalla frattura generativa di Gea e Ponto, fino alle coppie immortali della letteratura come Castore e Polluce, Achille e Patroclo, Elena e Paride, per chiudersi con la matrice latina di Amore e Psiche.
A suggello del valore etico dell’iniziativa, l’intero ricavato della vendita del volume sarà devoluto in beneficenza. Un gesto concreto che chiude il cerchio del progetto: perché, come hanno dimostrato i ragazzi del Liceo Telesio e la loro professoressa Daniela Filice, nel mondo dei classici e in quello degli uomini, conoscere non è mai un atto isolato, ma significa, prima di tutto, saper donare.
B.Marchio Ufficio Stampa


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